Quali sono gli sgravi per i lavoratori autonomi che rientrano in Italia?
Per quanti hanno trasferito la residenza anagrafica prima del 31/12/2023, questa agevolazione, nella sua versione “standard”, implicava una riduzione del 70% del reddito imponibile. Per chiarezza, il reddito imponibile è l’importo su cui si basa il calcolo delle imposte ed è derivato dal reddito annuale lordo, dal quale vengono detratti gli oneri deducibili. Tra questi, rientrano i contributi previdenziali obbligatori e altri.
In alcuni casi la riduzione poteva anche raggiungere il 90% a seconda della regione nella quale viene spostata la residenza.
Questa normativa è stata abrogata a fine 2023, e rimane attualmente valida solo se il trasferimento della residenza anagrafica è stato precedente al 31 dicembre 2023. Per tutti gli altri soggetti la normativa in vigore dal primo gennaio 2024 presenta un livello di sgravio fiscale al 50% del reddito imponibile (contro il 70% della precedente), un limite a 600.000€ annuo e un diverso set di requisiti necessario per poter accedere alle agevolazioni.
La nuova normativa non ha modificato la possibilità per un lavoratore autonomo di accedere alle agevolazioni.
Questa misura, nonostante le modifiche che sono state apportate, evidenzia l’opportunità significativa per i lavoratori autonomi con Partita IVA di ridurre in modo sostanziale le imposte sul reddito annuo quando scelgono di rientrare in Italia attraverso il bonus del rientro dei cervelli.
La partita IVA forfettaria è compatibile con le agevolazioni per impatriati?
L’Agenzia delle Entrate ha chiaramente dichiarato che le due configurazioni non sono possibili allo stesso tempo. Questo perchè il regime forfettario è già molto vantaggioso da un punto di vista fiscale, soprattutto se paragonato al regime ordinario ed al lavoro dipendente da un punto di vista fiscale.
Per evitare quindi che il rapporto fosse troppo sbilanciato, è stato scelto di rendere la partita iva forfettaria incompatibile con il regime impatriati, per mantenere un criterio di maggiore equità.
In questo caso, un lavoratore autonomo che vuole usufruire delle agevolazioni per impatriati dovrà necessariamente aprire una partita IVA in regime ordinario, e calcolare quale sia la maggiore convenienza tra usufruire delle agevolazioni oppure aprire una partita IVA a regime forfettario.
Questo calcolo è importante che venga effettuato da un professionista, e che all’interno della scelta intervengano anche valutazioni previsionale sul fatturato previsto negli anni successivi all’apertura. In questi casi consigliamo sempre di accedere al nostro servizio di consulenze per il rientro dei cervelli.
E’ possibile alternare regime tra forfettario e agevolazioni rientro dei cervelli?
La risposta all’interpello n. 460/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che la scelta del regime forfettario impedisce la successiva applicazione del regime dei lavoratori impatriati. L’analisi riguarda un soggetto che chiede se sia possibile optare per il regime forfettario e successivamente passare al regime dei lavoratori impatriati nelle annualità in cui non rispetta i limiti di permanenza nel regime forfettario.
L’Agenzia delle Entrate conferma che i due regimi sono considerati alternativi, e la scelta del regime forfettario preclude la possibilità di applicare successivamente il regime impatriati.
In pratica, se il contribuente perde i requisiti di permanenza nel forfettario negli anni successivi, non può optare in quel momento per il regime impatriati.
Cosa conviene scegliere tra la partita IVA forfettaria senza agevolazioni e quella ordinaria con bonus rientro dei cervelli?
In questo caso è purtroppo molto difficile andare a dare una risposta netta in quanto varia da diversi fattori tra i quali:
- Data del rientro: Se si è rientrati prima del 31/12/2023 si rientrava in una normativa più vantaggiosa da un punto di vista fiscale
- Durata delle agevolazioni e previsioni di crescita del reddito annuo lordo Le agevolazioni per impatriati durano al momento 5 anni, estendibili per altri 5. E’ importante fare un calcolo se è prevedibile ad un certo punto sforare il “tetto” del regime forfettario
Ad ogni modo entrambi i regimi sono molto favorevoli, ma per conoscere esattamente qual è la configurazione migliore è sempre preferibile affidarsi ad un commercialista esperto in materia di impatriati.