Quali sono i requisiti necessari per accedere a questo regime agevolato?
I requisiti necessari per accedere al regime impatriati includono il trasferimento della residenza fiscale in Italia e l’impegno a permanervi per almeno due anni secondo la normativa in vigore nel 2023.
Il lavoratore non deve essere stato residente in Italia nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento e deve svolgere l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.
Inoltre, per l’estensione del regime agevolato, è richiesto che il lavoratore abbia almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo, o che acquisti un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia.
L’agevolazione è inizialmente fruibile per un 5 anni a decorrere dal periodo di imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale in Italia e per i quattro periodi di imposta successivi.
Questo per quanto riguarda i requisiti per accedere al regime agevolato del rientro dei cervelli, andremo ora invece a definire quali sono i requisiti per accedere ad un mutuo prima casa e le relative agevolazioni:
- La casa non deve essere un immobile di lusso.
- Deve trovarsi nello stesso comune in cui hai la residenza, lavori o trasferirai la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.
- Se hai già beneficiato delle agevolazioni per la prima casa in passato, puoi farlo di nuovo a condizione di vendere la precedente entro 12 mesi dal nuovo acquisto.
Le agevolazioni fiscali comprendono inoltre tributi ridotti all’acquisto della prima casa:
- Se acquisti da un privato o da un’impresa che vende in esenzione IVA, l’imposta di registro è al 2% anziché al 9%, con imposte catastale e ipotecaria fisse di 50 € ciascuna.
- Se acquisti da un’impresa con vendita soggetta a IVA, l’IVA è al 4% anziché al 10% o al 22%, con imposte di registro, catastale e ipotecaria fisse di 200 € ciascuna.
- Per chi si rivolge a un’agenzia immobiliare, è possibile detrarre dall’IRPEF il 19% delle spese di intermediazione fino a 1.000 €.
In caso di stipula di un mutuo per l’acquisto della prima casa, si può inoltre beneficiare di una detrazione IRPEF del 19% sugli interessi e sulle spese accessorie del mutuo, con un massimo di 4.000 € all’anno, permettendo una detrazione annuale fino a 760 €.
Le spese accessorie del mutuo che possono essere detratte includono la parcella del notaio per la stipula del contratto, le spese di istruttoria della banca, il costo della perizia tecnica e l’imposta sostitutiva.
Perché è stato istituito che l’acquisto di una prima casa estendeva la durata del bonus impatriati?
L’acquisto di una prima casa in Italia è stato riconosciuto come un fattore che estende la durata del bonus fiscale per i lavoratori impatriati per incentivare un maggiore radicamento nel territorio italiano e favorire l’investimento nel mercato immobiliare nazionale.
Questa misura è volta a stimolare un impegno a lungo termine da parte dei lavoratori che rientrano, contribuendo così anche al rilancio demografico e economico delle aree meno popolate o in via di sviluppo.
Non dimentichiamo che il principale scopo delle agevolazioni è quello di riportare in Italia lavoratori altamente specializzati, pertanto l’acquisto di una casa è percepito dallo stato come un segnale di stabilità e viene “premiato” con ulteriori sgravi.
Questa estensione delle agevolazioni per impatriati è valida anche per chi è rientrato dal primo gennaio 2024 in poi?
No, nella nuova normativa, quella attualmente in vigore, non è più possibile estendere le agevolazioni tramite l’acquisto di una prima casa.